giovedì, 28 maggio 2009

La giornata si prospettava noiosa.
La luce era scialba, filtrata da nubi poco interessanti e che staccavano male su un cielo che non ricordava l'azzurro primaverile. La giornata festiva, non faceva altro che peggiorare la
situazione: il pomeriggio si prospettava monotono e senza nessuna "variante"; un pomeriggio domenicale con sindrome da "rientro" verso le 18, 30 o alle note di 90^ minuto. Per me, non interessato al calcio, quelle note erano la sentenza dell'avvicinarsi del lunedi'.
Quella era la magra domenica, da singolo, che mi aspettava.
Era ancora mattino, provavo a non pensarci e cercavo la "voglia" per fare qualcosa, senza pero' riuscire a trovare nulla di stimolante; di cominciare un nuovo libro non se ne parlava, e di andare a trovare qualche amico
neppure: chi piu' e chi meno avevano tutti da adempiere al loro "rito" domenicale con la morosa o moglie. Questo fatto un po' lo invidiavo. Io, "singolo" incallito, mi barcamenavo piuttosto bene nella quotidianita', pero' ogni tanto mi avrebbe fatto piacere avere qualcosa da fare anche nel letto.
Verso le undici suono' il telefono. "Si?" risposi piuttosto apaticamente "ciao, sono Catia" sentii dire dall'altra parte con voce decisa.
Ebbi subito un attimo di impasse.
"ciao, come va?"
"bene, passavo di qui. Sto facendo un giro da queste parti"
La cosa mi contrario' al momento.
Insomma! Una si fa sentire giusto perche' passa di li'... Erano sei mesi che non si faceva sentire.
Pero' ci ripensai su' immediatamente.
" In fondo e' carina a telefonarmi".. pensai .. di domenica va bene tutto.
"beh, se ti accontenti, potresti fare un salto qui da me a pranzo." lasciai la frase in sospeso.
Non nego che gia' stavo pensando che con un po' di fortuna avrei potuto movimentare la giornata, anche se, conoscendo la "tipa", le probabilita' di riuscita erano piu' vicine allo zero che ad un numero qualsiasi.
"si certo" mi rispose
"pero' nel pomeriggio devo fare un salto al Showroom Spirale Milano . Mi accompagni? "
Era l'infrangersi del miraggio, scontato. "certo, ma ti pare!" (tono falso come un Giuda)
Catia arrivo' poco dopo mezzogiorno.
Io preparai due piatti di pesce spada con pomodorini e olive,veloce e facile da fare,anche perchè in casa avevo solo quello.
Il reparto "beveraggio" era in condizioni migliori, ed anche le mie competenze al riguardo erano decisamente piu' autorevoli.. Era un periodo che prediligevo vini leggeri, bianchi o rosati , da bersi freddi anche d'inverno.
Ora credo che una ragazza, dopo un simile esperimento culinario, non sia molto ben disposta ad un "attacco all'arma bianca", tuttavia gli "arretrati" uniti al tasso alcolico, che si era nel frattempo innalzato, mi fecero fare una timida avance.
Non ho mai capito, se dopo la lusinga dell'avance, Catia si fosse sentita appagata in maniera cosi forte da poter tranquillamente porgere il suo rifiuto o se il rifiuto facesse invece parte di un ulteriore appagamento.
Io d'altra parte ero ogni giorno sempre piu' maldestro: nel pre e nel post attentato.
Andammo al Showroom, che distava solo 40 min da casa.
Entrammo. Lei con la carta riusci' ad oltrepassare indenne la biglietteria; io fui, invece, defraudato.
Giracchiavamo per le sale. Alcuni custodi ci seguivano con occhio sospetto per poi decidere che non eravamo "pericolosi" e lasciarci proseguire indisturbati.
Certamente dovevamo sembrare loro due folli ad andare li' di domenica pomeriggio a disturbarli dalle loro "storie".
Catia era vestita piuttosto sciattamente e neppure troppo ben curata.
Mi sorprendevo a pensare cio', ma in effetti non era certo il tipo di donna che mi piaceva. Pero' c'era qualcosa che mi attraeva, in maniera forse non propriamente romantica, pero' mi attraeva: il suo seno. Anzi no, le tette.
Si, chiamiamole per nome: le tette. Erano grosse e probabilmente della "giusta" consistenza. Erano tette giovani e su cui ci si sarebbe potuto scrivere un' ode.
Cercavo di immaginarne la consistenza e fantasticavo su come avrei potuto palparle. Avrei potuto chiederlo, certo, ma realizzai velocemente che non era una buona idea. Cosi' andavo dietro a Catia cercando di mostrare un qualche interesse per i dipinti esposti. Azzardavo persino qualche timido commento.
Si arrivo' in una magnifica sala. Magnifica per la luce e la vetrata.
Non so esattamente cosa pensai. La guardavo da dietro mentre lei osservava una tela e mi sentivo eccitato.
Cosi' mi avvicinai e la cinsi con le braccia e presi entrambi i seni nelle mani, stringendoli leggermente e chiudendo gli occhi. Mi concentravo sul senso del tatto, su quello che le mie mani mi comunicavano.
Quasi ad assaporare una coppa di vino. Non aveva il reggiseno, ma questo l'avevo gia' capito dal movimento che avevano mentre camminava.
Catia non disse niente e io io la strinsi ancora piu' forte e mi appoggiai a lei in modo che il mio comportamento e la mia eccitazione fossero inequivocabili.
Mi "sentiva" e io muovevo e spingevo leggermente il bacino affinche' mi sentisse ancora di piu'. Gli passavo le labbra sul collo, soffiando leggermente, Lei timidamente disse un "no-dai" poco convincente.
Cominciai a mordicchiargli il collo e il lobo dell'orecchio e preso da frenesia gli girai dapprima il volto e poi la girai verso di me per baciarla in maniera avida ed egoista passandogli le mani nei capelli, scompigliandoli.
L'avevo appoggiata al muro ora . Fummo risvegliati improvvisamente da un rumore di passi che lentamente
salivano le scale. I soliti gesti per sistemare i capelli velocemente.
Mentre lei con gesti rapidi si sistemava io alzai con noncuranza lo sguardo: vidi un enorme occhio del tipo GF che ci scrutava, era la telecamera nell'angolo.
Mi ricordai immediatamente di tutti i video all'ingresso da cui i custodi controllavano le varie sale. Non dissi niente a Catia, ero imbarazzatissimo.
Cercai di uscire senza respirare, con passo felpato e veloce .
In quel momento avrei voluto essere un fantasma, un ectoplasma.
All'uscita credevo di riconoscere il ghigno nella donna alla biglietteria e l'invidia di un custode che alzo' lo sguardo mentre si passava verso l'uscita.
La prima boccata d'aria quando uscii la ricordo ancora.
OnAir:Touch And Go
MarcellusWollas alle ore
17:28 |
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martedì, 26 maggio 2009

Avvinghiato tra le tue gambe sono tuo, dentro di te,
decidi tu se farmi provare piacere o dolore, ti muovi e io emetto parole di un senso sconnesso,a volte emetto arcaici suoni di un orgasmo ovattato, mi dimeno, pretendo che tu continui e continui a possedermi, continui ad avermi.Dentro di te mi perdo, e in te finisce il mio viaggio per poi riniziare da capo all'infinito fino all'estasi estremo di un orgasmo etilico.
MarcellusWollas alle ore
08:27 |
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sabato, 14 marzo 2009

Accarezzi il mio viso sfiori le mie labbra ti perdi nei miei occhi tocchi il mio corpo il mio petto, ti fermi dinnanzi al mio amore forte e duro e te ne nutri con ardore con passione, con la mia mano che lenta ti accarezza, si muove tra i tuoi capelli........ aspetti il mio piacere e accresce il tuo che io soddisferò con ingorda avidità.
OnAir:Gary Jules
MarcellusWollas alle ore
10:10 |
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Le mie labbra, le senti scorrere sulla tua schiena, le senti umide sul tuo collo, si aprono sulle tue guance e sfiorano le tue labbra e in un attimo non ci sono......
Sono sceso giu,le mie labbra ancora sulle tue su quelle grandi e su quelle piccole fino a trovare il tuo interruttore che accendo e spengo....
Che spengo e accendo...
MarcellusWollas alle ore
08:37 |
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venerdì, 20 febbraio 2009

Sapevo che avresti accettato il mio invito,
e per questo ti sei preparata a dovere.
La tua carne, estremamente desiderosa di me, si predispone,
immagina già il mio calore addosso e da questo ne è estasiata.
Io adoro leccarti a lungo, profondamente, dentro,
voglio sentire i tuoi gemiti uscire dalla bocca,
sentire i tuoi umori colare dalle mie labbra come miele d’acacia,
chiaro e dolce, intravedere i tuoi occhi ricolmi di desiderio che cercano ancora il piacere, l’assaporare delle mie mani su di te, che si muovono sapienti, che accarezzano questo tuo corpo liscio,
levigato per essere attraversato dalle mie membra.
Neanche sono entrato dalla porta che le tue voglie esplodono
e trasudono passione da tutti i pori,
i nostri profumi si mischiano nell’aria ed è già tormento…
OnAir:The Verve
MarcellusWollas alle ore
08:07 |
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venerdì, 09 gennaio 2009

Voglio ancora ascoltare quella musica
Priva di note e chiavi di violino
Ouverture lenta e maestosa
Adagio, piano, dirigi senza fretta
Ché saltare una battuta sarebbe una stonatura
Sinfonia in crescendo, incedere incalzante
Seguo il tuo ritmo, leggendo il pentagramma dei miei sensi
Ogni volta una nota nuova, da imparare, suonare, ascoltare
Nuovi brividi su strette corde mai toccate prima
Concerto per corpi ed emozioni
In DO maggiore
OnAir:Jadiel
MarcellusWollas alle ore
10:04 |
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mercoledì, 10 dicembre 2008

Che voglia amica mia, che voglia di te! Voglia di aiutarti a sgusciare dai questi abiti che hai scelto apposta, se mai ce ne fosse bisogno, per essere ancora più affascinante, più appetitosa ai miei occhi.
Voglia di scoprirti i seni e vederli sbocciare sotto le carezze che inventerò per tentarti nei mille modi che amore e fantasia mi suggeriscono.
Voglia di rubarti quelle mutandine così impalpabili che potrei sgualcirle soltanto guardandole e di perdermi nel mistero dolce della tua femminilità.
Voglia di giocare assieme a te e di farlo a lungo prima di abbandonarmi al desiderio che brucia sempre di più.
Ti carezzerò dolcemente tra quelle cosce piene ed invitanti; avrò pazienza e ti tenterò a lungo fino a sentire la tua carne aprirsi per accogliere le carezze che spingerò sempre più al fondo della calda muscosità resa liquida dal desiderio.
Sosterò a lungo per impregnarmi dei tuoi umori, del tuo profumo più intimo, e mi sarà dolce poi odorarlo in un silenzio pieno di significati intanto che ti guardo fissa negli occhi.
Quando l'imbarazzo avrà finito di stemperarsi nella famigliarità sarai tu stessa ad inventare la posizione che mi consenta di continuare a tormentarti in mille modi teneri e crudeli fino al momento in cui non ci sarà più possibile resistere al bisogno di un contatto ancora più intenso.
Ci ritroveremo abbracciati ed i tuoi occhi si faranno più grandi quando ti prenderò con l'urgenza di quel bisogno di te che già da ora mi brucia dentro.
Mi sentirai stai sicura, affonderò nel tuo morbido calore e tu cercherai parole che non hanno suono, sentirai la carne dilatarsi per accogliere fino in fondo questo mio desiderio che sta ora pulsando nell'attesa di te e la tua bocca si socchiuderà in un gemito pieno di dolcezza!
Che voglia amica mia, voglia di te, voglia di sentirti urlare…urlare di piacere!!!
OnAir:Negrita
MarcellusWollas alle ore
20:06 |
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martedì, 09 dicembre 2008

Il letto è sfatto, le coperte per terra.
Vestiti, scarpe ed intimità sparsi su poltrone, pavimenti, e mobili.
Odore di sesso palpabile e presente.
Dolcezza e passione.
Amore leeeeeeeento.
E ritmi non ritmi. Naturali movimenti ed armonie di corpi complementari.
Parole e sensazioni che escono dalle bocche.
Labbra, lingue, scambio, ricerca, ….. sapore dei sessi.
Il ballo animale della passione crescente.
Mi vuoi, mi pretendi.
Ti voglio, ti pretendo.
Femminilità e mascolinità che si sono incontrate.
Urla di orgasmi. Scambio di profonde intimità interiori.
Vestita di autoreggenti ti guardo alzarti e tornare seguita da note musicali.
Canzone di donna, accattivante e struggente.
E tu, piccola lolita, alzi le tue braccia, chiudi gli occhi e cominci ad ondeggiare.
Sinuosa e flessuosa, ti lasci trasportare dalla voce possente.
Movimenti lenti come l’amore, mani che cercano in alto, labbra socchiuse.
Fianchi leggeri e una vita sottile che girano con piccoli passi su piccoli piedi.
Balli con sentimento, ancheggi e ondeggi il tuo piccolo corpo.
Ed io, nudo spettatore, semplicemente ti contemplo.
OnAir:Gabriella Ferri
MarcellusWollas alle ore
16:56 |
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Come vorrei entrare nel labirinto
Della sua incomprensibile testa
Simile ad un pensiero convinto
Di scrutare ciò che lei non attesta.
Vagare fra suoi pensieri,
Volare fra quei sentieri
Sempre mi fu caro questo sogno
E su tutto ho un solo bisogno
Di partire per i suoi sentimenti
Ed anche se il suo cuore è lontano
Affronterei tutte le avversità correnti
Ed e li che spingerei l’ interruttore,
Quello del suo cuore,
Quello che accende l’ amore.
Come vorrei che lei entrasse
Per la porta sempre aperta del mio cuore
Che nelle sue bollenti acque si immergesse
Uscendone ovviamente colma d’ amore.
Come vorrei che lei potesse,
Come vorrei che lei volesse.
MarcellusWollas alle ore
16:40 |
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lunedì, 06 ottobre 2008

Certe donne ci sono. Ci sono per tutti. Amici, parenti, animali. Sempre disponibili, non dicono mai di no. Si danno anima e corpo a chi chiede loro qualcosa, un po' di tempo, due parole o che so io. Forse è l'istinto materno, innato anche in chi di figli non ne ha. Si ritrovano poi a non aver tempo per sé, o per certe cose loro, anche importanti. Io divido momenti di vita con una di queste donne qui. Dovrei sentirmi trascurato a volte, oppure geloso. Invece no. Anzi, ne sono orgoglioso. Forse ammiro negli altri quello che non sarò mai.
OnAir: Negrita
MarcellusWollas alle ore
22:26 |
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